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Imposta la no-fly-zone sulla Libia

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Imposta la no-fly-zone sulla Libia

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L’offensiva delle forze della coalizione ha fermato l’avanzata delle milizie di Gheddafi nella Libia orientale.

Tra Bengasi e Agedàbia, fumano ancora i resti dei tank e dei veicoli militari distrutti. Almeno 14 i corpi carbonizzati. I ribelli ne stanno approfittando per recuperare le posizioni perse nell’ultima settimana, mentre la tv di stato accusa la coalizione di aver fatto 48 vittime.

Le forze britanniche, statunitensi e francesi hanno bombardato diversi obiettivi strategici sulla costa libica. L’ammiraglio americano Mike Mullen afferma che la no-fly-zone è ormai operativa e che le difese anti-aeree di Gheddafi sono state neutralizzate.

Il prossimo passo è quello di tagliare i canali di rifornimento delle milizie del regime, per limitare la loro capacità di battersi.

Rispetto a sabato, Bengasi ha cambiato volto. Ora che i bombardamenti sulla città sono cessati, gli abitanti non hanno più paura ad uscire di casa e i ribelli fanno il segno della vittoria.

Ma nella Libia occidentale gli scontri tra insorti e lealisti continuano. Le milizie del colonnello sono entrate a Misurata con i carri armati e ci sarebbero diverse vittime.