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Giappone: trovati due sopravvissuti

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Giappone: trovati due sopravvissuti

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Una donna di 80 anni, un ragazzo di 16, trovati vivi, nove giorni dopo il terremoto e lo tsunami. In stato di leggera ipotermia, sono stati soccorsi e trasportati in elicottero in ospedale. Un piccolo miracolo tra le macerie di Ishinomaki, una delle città della prefettura di Miyagi che l’11 marzo ha quasi cancellato.

Le autorità giapponesi avevano ormai perso ogni speranza di trovare sopravvissuti, a fronte di un bilancio di 20.000 tra morti e dispersi, con oltre 8.000 morti già accertati. Intanto i rifugiati fanno i conti con una quotidianità difficile, dove cibo, medicinali, e altri beni di prima necessità scarseggiano.

A Saitama, periferia nord di Tokyo, oltre mille volontari lavorano per aiutare circa 2.300 persone che hanno perso la propria casa, o che sono state costrette a lasciare l’area che circonda Fukushima. Quella di Saitama è solo una delle strutture giapponesi trasformate in centro di accoglienza per i circa 400.000 sfollati. Oltre 10 gli Stati che hanno già inviato in Giappone centinaia di migliaia tra coperte, confezioni di alimenti, bottiglie di acqua.