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Incubo radiazioni. Il Giappone trema per il cibo contaminato

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Incubo radiazioni. Il Giappone trema per il cibo contaminato

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Acqua sul fuoco della minaccia nucleare. Mentre i pompieri continuano senza sosta a innaffiare il reattore numero 3, la centrale di Fukushima Daiichi si aggrappa alla speranza di un imminente ripristino dell’elettricità.
 
Collegato al reattore numero 2, il meno danneggiato, un cavo di un chilometro e mezzo dovrebbe nel weekend tornare ad alimentare i sistemi di raffreddamento anche di quelli in condizioni più critiche: l’1, il 3 e il 4.
 
Nei dintorni della centrale si concretizza intanto anche il rischio di una contaminazione del cibo.
 
“Siamo stati informati – ha detto il portavoce del governo Yukio Edano – che una radioattività di livelli superiori alla soglia stabilita dagli standard per la sicurezza alimentare è stata ricontrata in campioni di latte nella prefettura di Fukushima e di spinaci in quella di Ibaraki”.
 
La radioattività riscontrata non costituirebbe un pericolo per la salute. Tokyo ha tuttavia vietato la vendita di prodotti alimentari, provenienti dalle zone a rischio.
 
L’Aiea informa inoltre che tracce sospette sono state rinvenute anche nell’acqua dei rubinetti della capitale e che le autorità avrebbero raccomandato alla popolazione di assumere pasticche di iodio.