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Yemen: proclamato lo stato d'emergenza, dopo gli spari sui manifestanti

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Yemen: proclamato lo stato d'emergenza, dopo gli spari sui manifestanti

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Il governo yemenita si dice scioccato dal massacro dei manifestanti, smentisce il coinvolgimento della polizia e proclama lo stato d’emergenza: vietati assembramenti e bandiere per trenta giorni.

Il governo conferma 25 morti, ma sono 42 secondo fonti mediche, e oltre 300 i feriti.

“Quello che è successo oggi dopo le preghiere del venerdì è qualcosa di terribile: un massacro”, ha detto il Presidente Ali Abdullah Saleh, che guida il Paese da 32 anni.

L’opposizione parlamentare ha interrotto i negoziati: non c‘è più margine. La versione ufficiale parla di uomini armati tra le tende dei manifestanti, di scontri tra manifestanti ed altri cittadini. Chi era in piazza, davanti all’Università di Sanaa, dice invece che hanno sparato dai tetti, sui manifestanti. E che alcuni dei cecchini sono stati fermati e trovati in possesso di tesserini della guardia presidenziale. Le prove, dicono, verranno mostrate al momento opportuno.