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L'Europa non si fida della tregua di Gheddafi

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L'Europa non si fida della tregua di Gheddafi

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Del colonnello, l’Europa si fida poco. In particolare Francia e Gran Bretagna, ovvero i due paesi che più di altri si sono battuti per un intervento militare contro le forze del raiss.

Incontrando i giornalisti, dopo un intervento alla Camera dei comuni, il premier britannico David Cameron ha detto che Gheddafi sarà giudicato dalle sue azioni, e non dalle sue parole. “La risoluzione dell’Onu – ha aggiunto – stabilisce che Gheddafi deve smettere di opprimere il suo popolo, altrimenti prenderemo tutte le misure necessarie per fermarlo”.

Prudente anche Parigi. Secondo il portavoce del ministro degli esteri francese, il raiss continua a rappresentare una minaccia: “Consiglierei a tutti di prendere l’annuncio di Gheddafi con la dovuta cautela. Basta ricordare tutto quel che ha detto nelle ultime tre settimane, in particolare le terribili minacce che ha rivolto contro il suo stesso popolo. E non erano solo minacce, erano crimini”.

Più sfumata la reazione di Catherine Ashton, che tiene conto delle perplessità di alcuni paesi europei circa l’uso della forza in Libia: “La priorità per l’Unione europea è che si trovi il modo di implementare le sanzioni economiche e di intensificare il sostegno umanitario a favore della popolazione libica. Mi compiaccio – ha concluso la titolare della diplomazia europea – che la risoluzione faccia riferimento alle sanzioni contro gli asset petroliferi della Libia”.