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L'Italia e il 150° dell'unità, tra polemiche ed abbracci

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L'Italia e il 150° dell'unità, tra polemiche ed abbracci

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Tra gioia e fastidio, abbracci e polemiche, l’Italia ha celebrato un’unità ancora incompleta.

Un’agenda fitta, con le massime autorità dello Stato impegnante nelle celebrazioni al Pantheon, alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, all’Altare della Patria, al Gianicolo, dove è stata scoperta una gigantesca targa con il testo della Costituzione della Repubblica romana, per la cui difesa morirono decine di giovani, e tra questi anche Goffredo Mameli, autore di quell’inno che non tutti vogliono cantare, così come non tutti sembrano riconoscersi nel Tricolore.

“Venendo qui ho visto tanti palazzi, manco una bandiera. Ma quando gioca l’Italia è ppieno dde bbandiere. Ma adesso perché non l’hanno messa? Ce so’ rimasta male: la devono sentire questa festa, siamo i-ta-lia-ni”

E se gli italiani trovano a volte difficile celebrare l’unità, alcuni immigrati non sembrano avere la stessa difficoltà:

“Ma lei di dov‘è?”

“Sono della Tunisia”

“ Perché espone la bandiera italiana?”

“Perché la mia vita è qua in Italia”

I ministri della Lega Nord hanno partecipato alle celebrazioni, dopo le polemiche innescate ieri dal rifiuto dei livelli locali di cantare l’inno nazionale.

Qualche contestazione, ma anche molti applausi, anche per Silvio Berlusconi. Una festa nella quale in qualche modo l’Italia si è comunque ritrovata.