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Giappone: soccorritori cercano sopravvissuti

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Giappone: soccorritori cercano sopravvissuti

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Sfidano la neve e il gelo per trovare sopravvissuti. Quasi 100.000 soccorritori nipponici lavorano senza sosta. Grazie alla progressiva rimozione delle macerie, le ricerche si estendono ad aree sempre più vaste, stanza per stanza, casa per casa, o quello che resta. Le vittime accertate sono ormai oltre 14.000: più di 5.000 morti, circa 9.000 dispersi. Per aiutare nelle ricerche sono arrivate centinaia di soccorritori provenienti da più di 10 Paesi. Più di 100 gli Stati che hanno offerto aiuto.

In tuta arancione e con detector di radiazioni, a Kamaishi, nella prefettura settentrionale di Iwate, un soccorritore britannico non abbandona la speranza: “C‘è sempre una piccola percentuale di speranza – dice Russel Gauden -. Sempre. Cerchiamo di essere ottimisti fino a quando ci dicono di smettere, poi, chissà… Fino a quel momento, continueremo a cercare”.

Spesso, però, non resta che portare via i cadaveri rinvenuti in questo territorio distrutto dal terremoto e dalla violenza di onde che le barriere anti-tsunami non sono riuscite a fermare. Più passa il tempo, poi, più si affievolisce la probabilità di trovare sopravvissuti. Migliaia di corpi sono già stati identificati, ma ne restano ancora tanti. Come quelli di Ishinomiaki, nella prefettura di Miyagi, che riposano a terra ancora senza un nome.