ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Fukushima: quali rischi? Risponde il direttore della CRIIRAD

Lettura in corso:

Fukushima: quali rischi? Risponde il direttore della CRIIRAD

Dimensioni di testo Aa Aa

L’inquietudine per la centrale di Fukushima cresce nelle zone circostanti, dove decine di migliaia di persone sono state evacuate, ma anche a Tokyo, e ben più in là, oltre-oceano, negli Stati Uniti per esempio, dove pare vadano a ruba le pastiglie di iodio stabile, che servono a saturare la tiroide ed impedire l’assorbimento di iodio radioattivo in caso di contaminazione. I rischi però, al momento, esistono per le persone che lavorano nella centrale o che vivono nei pressi. Quali rischi, lo abbiamo chiesto al direttore della CRIIRAD, un’associazione francese di esperti indipendenti.

“Dal momento che all’esterno della centrale c‘è già un livello di radiazioni quattro milioni di volte superiore al normale, questo significa che restando lì per qualche ora le persone possono assorbire dosi potenzialmente letali a breve termine. Dunque si può effettivamente ritenere che alcuni membri del personale della centrale assorbano dosi molto elevate di radiazioni, e da questo punto di vista il loro combattimento contro quello che accade nella centrale è in qualche modo un sacrificio.

Bisogna fare tutto il possibile perché le persone stiano il più lontano possibile dalle zone contaminate, le persone devono isolare porte e finestre per respirare la minor quantità possibile d’aria contaminata, portare maschere adatte, e in determinati casi evidentemente dovranno prendere pastiglie di iodio per limitare l’irradiazione della tiroide.

Si tratta già ora di una situazione grave, che possiamo definire catastrofe se pensiamo al numero di reattori che hanno gravi problemi di perdita dell’isolamento, e di dispersione di materiale radioattivo nell’ambiente. Poi, per paragonare la situazione attuale a Chernobyl è troppo presto, al momento non ha senso.”