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Fukushima, la testimonianza: "ore d'attesa a un passo dalla centrale"

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Fukushima, la testimonianza: "ore d'attesa a un passo dalla centrale"

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La vita intorno alla centrale di Fukushima si fa sempre più difficile. Le autorità hanno evacuato un’area di trenta chilometri intorno all’impianto nucleare. Graham Chave, traduttore neozelandese, vive a 50 chilometri dalla struttura:

“E’ il gioco dell’attesa. Stiamo ancora aspettando di vedere cosa accade. Abbiamo sentito le notize preoccupanti sui tecnici, evacuati temporaneamente dalla centrale. Sono stati allontanati solo per un’ora poi sono tornati, hanno estinto un incendio e continuano a cercare di contenere le radiazioni.

Seguiamo le notizie, controlliamo la direzione del vento, che per fortuna soffia con forza da ovest quindi porta via tutto verso il mare.

Euronews: Sta nevicando? Le temperature sono basse?

“Sì, sono caduti circa 5 centimetri di neve, il che potrebbe essere positivo, perché un numero maggiore di gente evita di uscire ed evita così anche le radiazioni”.

Euronews: Com‘è la situazione per quanto riguarda il carburante e i generi di prima necessità?

“Se riesci a trovare una stazione di rifornimento non esaurita, devi affrontare code di almeno due ore per avere 12 litri, questo è quanto è consentito per veicolo. Quindi non si può andare molto lontano. Per quanto riguarda il riscaldamento, qui è molto diffuso il kerosene in contenitori da 18 litri, ma molti posti ne vendono solo 10 litri alla volta a persona. Quindi con queste temperature è un po’ dura”.

Euronews: In caso di una fusione a Fukushima, cosa farete?

“Saltiamo sulla macchina e andiamo verso ovest, dai nostri parenti che sono sulla strada per raggungere l’altra costa. In realtà non abbiamo abbastanza carburante per arrivarci, ma le opzioni sono limitate. Per spostarci a nord dobbiamo attraversare l’area di Sendai, il che sarebbe difficile. Se andassimo verso sud, a seconda del vento saremmo a rischio radiazioni tanto quanto qui. Le autostrade per uscire da qui sono tutte chiuse, eccetto per i mezzi d’emergenza. Le strade principali sono invece a tappo, il traffico è lento e una volta dentro non trovi più benzina. Quindi non so cosa succederà”.