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Festival del Film Asiatico: vince Eternity del thailandese Kongsakul

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Festival del Film Asiatico: vince Eternity del thailandese Kongsakul

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Si è conclusa tra applausi, red carpet e photo call, la 13esima edizione del Festival del film asiatico che ogni anno si tiene nella splendida cornice di Deauville in Francia.

Unanime il giudizio della giuria presieduta da Amos Gitai: miglior film di questa edizione 2011: “Eternity”: la pellicola del regista thailandese Sivaroj Kongsakul.

La storia è ambientata in un piccolo centro agricolo. L’anima di un uomo di mezza età torna a “camminare sulle orme” della sua gioventù, dall’incontro con la moglie Koi alla nascita dei loro figli. Una storia malinconica e allo stesso tempo molto dolce.

Diviso in tre parti legate insieme dal concetto di “morte”, il film è ispirato dalla convinzione thailandese che lo spirito del morto ritornerà dopo tre giorni a “camminare sulle orme“del luogo piu’ caro. Il regista ha voluto dedicare la pellicola al padre scomparso e a tutta la sua famiglia, strappando l’applauso della giuria.

“ Penso che sia un film originale e allo stesso tempo delicato, intimo, ben fatto. Scene meravigliose, particolari della vita e della cultura locale studiate e analizzzate nei minimi dettagli. Straordinario”.

Il Premio della Giuria è andato ex aequo al film “The Journal of Musan” del sud-coreano Park Jungbum e al giapponese “Sketches Of Kaitan City” di Kumakiri.

La pellicola racconta la storia di alcuni abitanti di un piccolo villaggio alle prese con problemi quotidiani.

Visibilmente emozionata e allo stesso tempo scossa tutta la delegazione per il terremoto che ha colpito il Giappone.

“ Si siamo molto preoccupati per la minaccia nucleare – abbiamo poche informazioni, siamo in un paese che non parla la nostra lingua. Abbiamo ricevuto alcune e-mail, ma siamo molto lontani, ora cercheremo di tornare a casa ora e vedere le nostre famiglie e gli amici per essere sicuri che tutto vada bene”.

“Il giornale di Musan “è invece la storia di un amico del regista che sbaglia a registrare la sua cittadinanza, e rischia di essere marchiato come un disertore della Corea del Nord. Un intreccio tra vita professionale e privata dove si parla di discriminazione ma anche legami importanti come l’amicizia.

“ Doveva sembrare tutto vero ecco perché l’ho girato in gran parte con piccole telecamere a mano per seguire i personaggi nella loro vita di tutti i giorni”.

E’ andato a un altro giapponese Sion Sono il Premio della Critica per il film “Cold Fish” .

E’ una storia molto particolare: il protagonista gestisce un piccolo negozio di pesci tropicali. Il matrimonio non lo soddisfa, un giorno per caso uncontra un uomo simpatico che lo aiuta a risolvere un problema. Dietro a quei pesci tropicali si nascondono pero’ segreti oscuri. Una pellicola giudicata davvero molto interssante che presto sarà anche nelle sale d’Europa.