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Nucleare: i 27 dicono sì agli stress test

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Nucleare: i 27 dicono sì agli stress test

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L’Unione 27 dice sì a test di resistenza per le centrali nucleari europee.

Il dramma giapponese ha risvegliato vecchie inquietudini in Europa, alimentando il dibattito sull’energia atomica.

Avanzata dall’Austria la proposta di stress test è stata accolta all’unanimità dai 27.

Il commissario per l’Energia Günther Oettinger, commissario europeo per l’energia.

“Tra i criteri comuni ai 27 stati membri per effettuare i test di sicurezza terremo conto di: rischio di terremoto, inondazione, tsunami e attacchi terroristici, sicurezza del sistema di raffreddamento, pericolo di corto-circuito, età e tipo di centrale, tutto questo e ancora altri elementi saranno tenuti presenti nei test di sicurezza”.

In suolo europeo ci sono 146 centrali, alcune sono state costruite prima degli anni 80.

La Germania ha deciso di fermare sette reattori, si tratta dei più vecchi, rivedendo la decisione del governo dell’anno scorso di prolungare la vita delle centrali più anziane.

In Francia nessun provvedimento di questo tipo è stato preso. Il ministro degli Esteri francese Alain Juppé:

Alain Juppé, ministro degli Esteri francese:

“Mi limito a dire che è necessaria molta vigilanza e bisogna esigere il massimo della sicurezza in ambito nucleare. Ma lasciar credere ai francesi che possiamo fare a meno del nucleare nei prossimi decenni è una semplice e pura menzogna”.

Una grande manifestazione anti-nucleare si è tenuta a Marsiglia.

Nel panorama europeo, l’Italia è in controtendenza. Dopo aver bandito il nucleare alla fine degli anni 80 con un referendum, il governo Berlusconi ha deciso di reintrodurlo procedendo alla costruzione di nuove centrali.