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L'incubo nucleare terrorizza Fukushima

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L'incubo nucleare terrorizza Fukushima

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L’incubo nucleare pesa sempre più sui residenti di Fukushima.

Euronews ha contattato Graham Chave, un traduttore neozelandese che vive in Giappone da una decina d’anni. La sua casa è a una cinquantina di chilometri dalla centrale.

Euronews: Cosa pensano, cosa dicono, di cosa parlano i tuoi vicini di casa e i tuoi amici?

-“Tutti i nostri amici stranieri hanno già lasciato Fukùshima. Sono andati principalmente verso ovest, dall’altra parte del paese. Tra i giapponesi se ne vanno in pochi. Forse è fatalismo, forse è fiducia nel governo. Non ho sentito di nessun giapponese che ha lasciato la zona e del resto non c‘è stato un ordine di evacuazione da parte delle autorità a Fukùshima città. Quindi la gente aspetta e fa provviste.

Nei supermercati ci sono code di un’ora, un’ora e mezza per entrare, ma una volta che dentro, siamo riusciti a comprare una quantità enorme di cibo. L’unico problema al momento è la benzina. E’ molto difficile da trovare e non se ne possono comprare più di 15 euro alla volta.

Euronews: Perché sei ancora lì Graham?

-I trasporti sono il problema principale. E’ veramente difficile andarsene. Se ci dovesse essere una nube radioattiva, allora ok, prendiamo e ce ne andiamo. La mancanza di carburante è un fattore determinante. Attualmente non possiamo decidere di allontanarci per esempio di 800 chilometri. Abbiamo solo un pieno a disposizione.

Euronews: la vita quotidiana a Fukùshima continua normalmente?

Non sono a mio agio. Sono abbastanza nervoso, devo ammetterloe. C‘è stata una lunga serie di scosse di assestamento che mi ha vermente snervato. In mezz’ora ci sono state una decina di repliche ben pronunciate e ogni volta che la casa trema ho il cuore in gola. Sono preoccupato e non sono l’unico a perdere la calma qui. Anche i miei vicini sono nelle stesse condizioni. Passa un camion, la casa trema e pensiamo che sia un altro terremoto. Siamo molto preoccupati”.