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Renault si scusa con i manager licenziati: era truffa, non spionaggio

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Renault si scusa con i manager licenziati: era truffa, non spionaggio

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Una molto imbarazzante bufala: il presunto spionaggio industriale in casa Renault si è rivelato essere, forse, una truffa. E ora la dirigenza si scusa, pubblicamente e ai massimi livelli, con i tre manager ingiustamente accusati di essersi fatti pagare per passare alla concorrenza i segreti delle nuove vetture elettriche. Per questo, i tre sospetti erano stati licenziati in tronco.

L’amministratore delegato della casa automobilistica francese si cosparge il capo di cenere: pubblicamente, nel principale telegiornale nazionale:

“Pare che ci siamo fatti imbrogliare. Voglio dire che l’errore non nasce dal nulla. È frutto di una serie di informazioni che ora pare che siano false. La prima cosa che voglio dire è che mi dispiace, a nome mio e della Renault: mi voglio scusare con Michel Balthazar, Mathieu Tenenbaum e Bertrand Rochette, con le loro famiglie, i loro amici. Io e il management di Renault ci impegnamo a reintegrarli, e a concedere loro degli indennizzi per compensare quello che hanno subito”.

La svolta è giunta con l’arresto di Dominique Gevrey, un responsabile della sicurezza di Renault, che diceva di dover pagare degli informatori per rintracciare i conti esteri dei tre dirigenti-talpa. In realtà però, secondo le ultime ipotesi della magistratura, avrebbe semplicemente architettato tutto per intascare il denaro.