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Giappone: la disperata ricerca dei sopravvissuti

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Giappone: la disperata ricerca dei sopravvissuti

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Natori è tra le città costiere più severamente colpite dallo Tsunami in Giappone. La sede del comune si è trasformata in quartier generale per organizzare i soccorsi e accogliere e registrare i sopravvissuti. A Natori molte case restano ancora sott’acqua e i vicini centri abitati sono ridotti a villaggi fantasma.

“Sto cercando mia sorella, non ne abbiamo notizie da tre giorni. Non riesco a chiamarla e non ho notizie”.

Questo è ciò che rimane del porto della città di Soma, a sud di Natori. Le scosse di assestamento hanno portato a una nuova allerta tsunami, poi rientrata.

“I miei parenti e i miei amici sono dispersi da quando lo tsunami ha distrutto il villaggio. Sono stati portati via”.

A Kuji, nell’estremo nord est del Giappone, la maggior parte dei residenti è riuscita a mettersi in salvo prima che l’onda di 10 metri dello tsunami travolgesse tutto.

“Ci stanno praticamente ignorando. Ci dicono di ripulire da soli. Non arriva nessuno. Vengono solo a scattare foto ed è tutto”.

Secondo le autorità giapponesi il terremoto e lo tsunami potrebbero aver provocato oltre 10 mila morti. Il governo ha mobilitato cento mila soldati per distribuire viveri e cibo, ma molte località restano ancora difficilmente raggiungibili.