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Giappone, i soccorritori al lavoro

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Giappone, i soccorritori al lavoro

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La speranza è sui tetti: li’ sopra le scosse fanno tremare di piu’ ma almeno l’acqua delle onde anomale non arriva. Sono state le onde, infatti, a uccidere di piu’, ieri pomeriggio in Giappone.

E i soccorritori stanno cercando di raggiungere i molti cittadini rimasti isolati. La paura è scolpita sui loro occhi. “Abbiamo tentato di scappare con l’auto – raccontano due donne -, ma siamo state prese tra le onde e trascinate via”.

Anche la comunità internazionale si muove: 25 specialisti svizzeri, con le unità cinofile, arriveranno in Giappone questa sera.

Ancora racconti: “L’acqua si è improvvisamente gonfiata – afferma un testimone – e ha iniziato a invadere la terraferma travolgendo ogni cosa. Poi le onde si sono ritirate”. “Gli oggetti di casa – dice una donna – sono stati scaraventati a terra e la lavatrice ha cominciato a spostarsi”.

L’esercito giapponese è al lavoro, per salvare i vivi e ritrovare i molti dispersi. Ieri sera (la notizia è stata divulgata oggi) i militari hanno trovato tra i 300 e i 400 corpi nel solo porto di una località costiera del flagellato nord-est, Rikuzentakata.