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Giappone, al via la difficile stima dei danni

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Giappone, al via la difficile stima dei danni

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In Giappone ai terremoti sono abituati, ma quello di venerdi’, sin dall’inizio, si è mostrato come un sisma diverso.

E mentre si diffondeva il panico dell’onda anomala che viene dal mare, sulla terra ferma e a Tokyo, si cominciavano stimare i danni, alle cose e soprattutto alle persone. Un compito arduo.

Il bilancio dei morti è tutt’ora oscuro, sale di ora in ora: si parla di oltre mille, ma è una cifra provvioria. Sembra che le vittime siano soprattutto state provocate dalle acque che hanno invaso le terre costiere. In molte città si contano dispersi e soltanto nei prossimi giorni sarà possibile avere un quadro piu’ chiaro.

Le province piu’ colpite, sono quelle della costa nordorientale, di fronte alla quale è stato individuato l’epicentro, a circa 130 chilometri a est della città di Sendai.

E subito è scattato l’allarme per tutto il bacino del Pacifico: dall’Australia alle Hawaii. Un allarme che sembra rientrato.

Nonostante la distanza, il terremoto ha fatto tremare gli edifici per oltre due minuti nella capitale, che si trova a 380 chilometri di distanza dall’epicentro.

Un incendio si è sviluppato in una raffineria della città di Ichihara, nella regione di Tokyo. Non è l’unico ed essersi sprigionato e i soccorritori sono stati impegnati anche su questo fronte ulteriore.

Quattro milioni di case sono prive di elettricità nella capitale e dintorni. Chiuso l’aeroporto Narita, a Tokyo, e sono interrotti i collegamenti ferroviari con il nord del Paese. Problemi anche alle reti di telefonia fissa e mobile.

Difficile per ora calcolare l’impatto economico, che comunque sarà ingente per i danni e per il fermo delle attività. L’indice Nikkei della borsa, già in sofferenza, ha chiuso venerdi’ con un ribasso dell’1,7%.