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Rischio di crisi umanitaria alla frontiera tra Libia e Tunisia

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Rischio di crisi umanitaria alla frontiera tra Libia e Tunisia

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I profughi continuano ad arrivare a centinaia alla frontiera tra Libia e Tunisia. I responsabili del posto di frontiera di Ras Jadir nei giorni scorsi avevano parlato di un flusso in calo, ma le immagini delle ultime ore annunciano una nuova ondata di rifugiati.

In soli dieci minuti di apertura del valico, si sono contati otto autobus entrare in Tunisia, e qui le risorse disponibili, come tende e viveri, cominciano ad apparire non sufficienti a fronteggiare una tale massa di persone.

“Non sappiamo cosa accada in Libia tanto da far peggiorare la situazione”, dice l’Alto commissario dell’UNHCR Gutierrez, “in ogni caso lavoreremo insieme cercando di esere preparati”.

Molti tra i profughi sono sudanesi o somali, e per questo sotto accusa da parte delle forze ribelli, come racconta questo ragazzo.

“I libici dicono che i somali siano mercenari. Ma questa è la propaganda fatta dai media. Sono un rifugiato, vengo dalla Somalia, e non ho una patria, non ho piu nulla”.

Dall’inizio della crisi, il 20 febbraio, quasi 225.000 migranti hanno attraversato le frontiere libiche verso l’Egitto, il Niger, l’Algeria e la Tunisia stessa.