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Libia, vertice Nato: non vogliamo attaccare ma siamo pronti

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Libia, vertice Nato: non vogliamo attaccare ma siamo pronti

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Creare una no-fly zone sulla Libia è possibile, ma le vere complicazioni sono dal punto di vista diplomatico e un’azione in tal senso non pare imminente. Stati Uniti e Regno Unito insistono affinchè ogni tipo d’intervento contro il regime di Muammar Gheddafi avvenga con la copertura dell’Onu. Intanto la Nato si tiene pronta.

“Stiamo cercando di non intervenire in Libia” ha detto il Segretario Generale Rasmussen “ma intendiamo tenerci pronti ad ogni evenienza”.

Gli Stati Uniti premono affinchè sia l’Alleanza Atlantica, e non una coalizione di Paesi, a gestire un’eventuale intervento.

“Una no-fly zone ha bisogno o no delle stesse basi legali rispetto a qualunque altro azione militare?” ha chiesto il nostro corrispondente a Bruxelles Sergio Cantone all’Ammiraglio Giampaoilo Di Paola, Presidente del Consiglio Militare dell’Alleanza.

“Come è già stato detto chiaramente” spiega Di Paola “c‘è bisogno di un quadro giuridico specifico e questo quadro giuridico è una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.

Navi militari Usa si sono posizionate in prossimità delle coste libiche. La Francia però ha una posizione diversa: preoccupata per la percezione che il mondo arabo ha della Nato, Parigi è convinta che l’Alleanza non sia l’organismo adatto alla situazione.