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La Tunisia si prepara per altre ondate di profughi

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La Tunisia si prepara per altre ondate di profughi

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A Ras Jedir il numero degli arrivi è in diminuzione, e le autorità tunisine sembrano gestire meglio il flusso di persone. Ma se la situazione in Libia dovesse degenerare, fino a due milioni, tra lavoratori stranieri e cittadini libici, potrebbero cercare di fuggire dal Paese. “Occorre essere pronti ad affrontare possibili ondate di lavoratori stranieri – dice il direttore dell’Organizzazione Internazionale per le migrazioni William Lacy Swing -, ma anche una situazione mista, in cui vi siano anche profughi libici, questo apre un altro scenario”.

Il governo tunisino assicura di stare fancedo il possibile per far fronte a ogni tipo di situazione: “Abbiamo adottato tutte le misure necessarie per affrontare nuove ondate di profughi – spiega il ministro per gli Affari sociali tunisino -. Abbiamo moltiplicato gli sforzi grazie alla cooperazione con organizzazioni e associazioni civili”.

Una delegazione degli Emirati Arabi Uniti sta allestendo un campo con 700 tende per accogliere 7000 persone, a 5 chilometri da Ras Jadir. Si sta occupando anche di raccogliere cibo e medicinali: “Decine di centinaia di profughi del Bangladesh sono stati rimpatriati negli ultimi quattro giorni – racconta l’inviato di Euronews Jamel Ezzedini -. Altri aspettano il loro turno, qui al campo, per tornare nella loro terra natale. Il governo tunisino, in collaborazione con le associazioni e le organizzazioni tunisine e internazionali, e con l’ausilio delle iniziative nel mondo arabo, sta cercando di migliorare le condizioni di accoglienza per eventuali ondate di profughi. La questione che si pone ora è se questi preparativi basteranno. Molti interrogativi restano senza risposta, in attesa di vedere gli sviluppi al di là della frontiera”.