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Libia: allarme sanitario per i profughi al confine

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Libia: allarme sanitario per i profughi al confine

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La macchina dei soccorsi comincia a ingranare, ma al confine tra Libia e Tunisia si affaccia lo spettro dell’emergenza sanitaria.

Croce Rossa ed Emirati Arabi stanno lavorando all’allestimento di centinaia di tende, pronte a ospitare fino a 15.000 persone. E mentre anche l’Algeria potenzia le proprie strutture, gli sforzi si concentrano sul campo di Choucha.

“Le condizioni continuano a migliorare – dice Ayman Gharaibeh, coordinatore delle squadre di soccorso dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati -. Stiamo facendo il massimo, soprattutto per quanto riguarda acqua e servizi igienici. Come vedete stiamo potenziando il sostegno materiale a queste persone, riorganizzando le tende e procedendo alla raccolta dei rifiuti”.

La distribuzione di viveri e generi di prima necessità prosegue senza sosta. A crescere è però l’allarme sulla situazione sanitaria all’interno del campo.

“Al momento – rassicura Fethi Bayoudh, medico dell’esercito tunisino – non c‘è nessuna seria minaccia di epidemie, né di colera, né di altre malattie. Le condizioni sanitarie sono sotto controllo”.

Ponti aerei e spole via mare stanno procedendo ai rimpatri, ma la situazione resta critica soprattutto per bengalesi e cittadini di altri paesi poveri, che denunciano l’abbandono dei propri governi.