ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

"Donne, vittime dimenticate del conflitto in Costa d'Avorio", Gaetan Mootoo, ricercatore Amnesty International

Lettura in corso:

"Donne, vittime dimenticate del conflitto in Costa d'Avorio", Gaetan Mootoo, ricercatore Amnesty International

"Donne, vittime dimenticate del conflitto in Costa d'Avorio", Gaetan Mootoo, ricercatore Amnesty International
Dimensioni di testo Aa Aa

Francois Chignac, euronews:
Gaetan Mootoo, buongiorno. Lei è ricercatore per Amensty International, specialista dell’Africa occidentale, e ha appena trascorso diverse settimane in Costa d’Avorio. Oggi lei ha bocciato sia i sostenitori di Laurent Gbagbo che quelli di Alassane Ouattara. Nel suo rapporto, lei giudica che entrambi i campi si macchino di crimini particolarmente violenti in Costa d’Avorio.

Gaetan Mootoo:
Si, in effetti, dopo la proclamazione dei risultati elettorali che assegnano ad Alassane Ouattara la vittoria in queste presidenziali, ci siamo resi conto dell’ampiezza delle violazioni dei diritti umani. Queste violazioni consistono, soprattutto a Abidjan, in esecuzioni extra-giudiziarie di persone considerate partigiane di Alassane Ouattara. E molte donne sono state vittime di violenze sessuali. Abbiamo anche visitato l’ovest della Costa d’Avorio, dove una parte del territorio è controllata dalle forze fedeli a Ouattara. E abbiamo raccolto testimonianze riguardo le violenze subite dalle donne da parte di un comandante della zona. Non si tratta di un soldato qualsiasi e fuori controllo, ma di uno dei responsabili militari delle forze di Ouattara, che compie abusi sulle donne.

euronews:
Stando al vostro rapporto, le donne sono le vittime designate delle violenze da parte dei due campi rivali.

Mootoo:
Dall’inizio di questo conflitto, nel 2002, le donne sono, ai nostri occhi, le vittime dimenticate. Sono state vittime di violenze sessuali da parte delle forze dell’ordine fedeli a Laurent Gbagbo, da parte dei gruppi armati dell’opposizione e da parte delle milizie di entrambe le fazioni. Nell’ovest della Costa d’Avorio, abbiamo lavorato in una città in cui, secondo il medico dell’ospedale locale, ogni giorno vengono commesse tra 25 e 35 violenze sessuali.

euronews:
Le donne vittime di violenze da parte dei due campi rivali possono appellarsi alla giustizia?

Mootoo:
Spesso, queste donne non sono pratiche delle procedure amministrative. Non sanno come fare denuncia.

euronews:
Sono minacciate? Possono denunciare i loro aggressori, o rischierebbero ritorsioni?

Mootoo:
Non possono presentare una denuncia perché spesso quelli che le hanno violentate sono gli stessi che occupano i posti di comando. Quello che noi chiediamo, innanzitutto, è che queste donne possano ottenere cure mediche. E poi che entrambi i campi impartiscano istruzioni precise ai comandanti militari affinché cessino queste violenze contro le donne.

euronews:
Oggi, lo vediamo, il paese è sull’orlo della guerra civile. Migliaia di persone sono fuggite dalla Costa d’Avorio. L’Onu ritiene che le vittime sfiorino le 400. Gaetan Mootoo, come pensa che possa evolvere la situazione?

Mootoo:
Dalla settimana scorsa, abbiamo assistito a una nuova ondata di violenza. A essere presi di mira sono i civili e molti cercano di lasciare le loro abitazioni. Ad esempio, abbiamo lavorato al caso di un giovane che cercava indicazioni sul cammino da percorrere. E quando ha chiesto ai miliziani, prima è stato picchiato e poi dato alle fiamme. Gli hanno messo un copertone intorno al collo e gli hanno dato fuoco.