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Ribelli proseguono verso ovest, dopo Ras Lanuf

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Ribelli proseguono verso ovest, dopo Ras Lanuf

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Per prima cosa, se la prendono con i simboli di Gheddafi. Dopo la battaglia di venerdì a Ras Lanuf, i ribelli affermano di avere il pieno controllo della città costiera e del suo impianto petrolifero. Ma l’avanzata verso ovest si è spinta oltre, fino a Ben Jawad, a circa 600 chilometri da Tripoli.

Non hanno alcuna strategia militare, ma traggono coraggio dalla convinzione che molti siano pronti ad abbracciare la loro causa.

E’ quel che ha fatto questo ex colonnello dell’esercito, che ora assicura: “Non ci fermeremo fino a quando il regime non sarà caduto. Ieri abbiamo avuto pochi martiri, anche se le loro forze erano superiori alle nostre”.

I martiri sono le vittime e i numeri si contraddicono: una decina, secondo i ribelli, almeno ventisei secondo fonti mediche.

Sulla costa di Ras Lanuf, gli insorti mostrano alle telecamere dei giornalisti quella che dicono essere stata una residenza di Muammar Gheddafi, ora saccheggiata e in parte data alle fiamme.

In questa guerra dove i fronti cambiano di continuo, uno dei prossimi obiettivi dei rivoltosi sul cammino per Tripoli è Sirte, città natale del colonnello. Ma qui la battaglia si annuncia molto più dura di quella di Ras Lanuf. Le milizie di Gheddafi hanno carri armati e lancia razzi. Per gli insorti, la marcia verso ovest prosegue in salita.