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A Mosca, manifestare davanti al ministero dell’Interno con un cartello che recita “la polizia non ci serve” è un ottimo modo per attirare l’attenzione. Se non altro quella degli agenti.

Ma finalmente anche il Cremlino ha capito che si doveva fare qualcosa per restituire credibilità alla polizia: un corpo che in Russia si è macchiato di scandali di ogni tipo, primo fra tutti quello della corruzione.

Il presidente Medvedev ha firmato una riforma che prevede un taglio del 20% dell’organico, un aumento degli stipendi ed esami più severi per selezionare le reclute.

Una trasformazione che si riflette anche nel nome: non più militsia, secondo il termine adottato dopo la rivoluzione d’ottobre, bensì politsia. Basterà a riconciliare i russi con gli uomini in divisa?

“No – risponde un moscovita – se bastasse firmare una legge per cambiare le cose, sarebbe facile. Ma sono le persone che devono essere cambiate”.

E per stimolare il cambiamento, gli artisti del gruppo Voinà hanno lanciato l’iniziativa “bacia una donna poliziotto”. Dal video non si direbbe, però, che gli agenti abbiano gradito.

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