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Libia espulsa dal Consiglio dei diritti umani

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Libia espulsa dal Consiglio dei diritti umani

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Le Nazioni Unite hanno sospeso la Libia dal Consiglio dei diritti umani. Mentre alle pressioni di Londra e Washington, Mosca risponde bollando come “superflua” una no-fly zone, la comunità internazionale trova l’unanimità su un intervento meno invasivo.

“Il mondo ha parlato con una sola voce – ha detto il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon -. Chiediamo l’immediata cessazione della violenza contro i civili e il pieno rispetto dei diritti umani, compresi quelli alla manifestazione pacifica e alla libertà di parola”.

Portabandiera della linea dura contro Gheddafi, il segretario di Stato americano Hillary Clinton sollecita intanto una nuova inchiesta sul caso Lockerbie e torna a dirsi aperta a ogni opzione.

“Insieme ai nostri partner della Nato e al Pentagono – ha spiegato – abbiamo avviato una serie di manovre per tenerci pronti nel caso in cui si rivelasse necessario intraprendere azioni, sia umanitarie, che di altra natura. E una delle azioni che stiamo prendendo in considerazione è quella di una no-fly zone”.

Altre due le navi militari, che Washington sta facendo convergere verso la Libia dal Canale di Suez, con a bordo un contingente di circa 400 marines.