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I ribelli libici chiedono una no-fly zone

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I ribelli libici chiedono una no-fly zone

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Chiedono l’istituzione di una no-fly zone, e raid aerei contro le forze rimaste fedeli a Gheddafi, sotto l’egida delle Nazioni Unite. I ribelli si mobilitano sul piano politico, organizzati ormai in un Consiglio nazionale istituito a Bengasi per governare le aree del Paese strappate al regime:

“Tutti qui sono pronti a morire per la liberazione delle nostre città e regioni dalle forze di Gheddafi – dice il colonnello Abd Alah El Mahdy El Zayde -. La comunità internazionale deve imporre una no-fly zone, non perché abbiamo paura per la nostra città, Bengasi, ma perché temiamo che possa attaccare altre città e le raffinerie. Dunque, è fondamentale che sia decretata immediatamente una no-fly zone per indebolirlo”.

Del Consiglio fanno parte giuristi, accademici, giornalisti e anche disertori, che si preparano all’affondo finale contro Gheddafi.