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Malta e i rifugiati. Arrivano anche le navi da guerra

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Malta e i rifugiati. Arrivano anche le navi da guerra

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L’impiego è per il momento umanitario e l’attracco a Malta, ma la scena della crisi libica comincia a popolarsi anche di navi da guerra.

Mentre per tenersi pronta a ogni evenienza, Washington ha inviato in zona una portaelicotteri d’assalto, nel porto della Valletta la fregata britannica Cumberland è già alla seconda traversata da Bengasi. Circa 200 i passeggeri di diverse nazionalità che ha scaricato a Malta.

“La situazione in Libia era terribile – racconta uno di loro -. A noi è andata bene perché da Ras Lanuf ci siamo diretti a Bengasi, che è controllata dai ribelli. Nell’ovest però si combatte ancora”.

Oltre 8.000, secondo le autorità maltesi, le persone già sbarcate sull’isola. Un flusso in pochi giorni diventato ingestibile, per le sole navi passeggeri che si erano prestate alla staffetta. Già annunciato l’arrivo di altre due fregate, per far fronte all’emergenza. Il primo ministro Lawrence Gonzi però assicura: “Malta non diventerà una base militare”.