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Bengasi: il battaglione Al Fadhil

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Bengasi: il battaglione Al Fadhil

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Il nostro inviato speciale a Bengasi, Mohamed Elhamy, ha visitato una base militare caduta due settimane fa sotto l’assalto dei ribelli, dopo una battaglia durata cinque giorni e costata la vita a diverse persone.

La zona è completamente distrutta ed è qui che il nostro inviato ha incontrato uno degli uomini che hanno preso parte all’assalto:

“Siamo rimasti cinque giorni facendo avanti e indietro. Partivamo, poi tornavamo, sondavamo e intanto il battaglione continuava a uccidere. Ogni volta che avanzavamo uccideva persone. Per cui ci fermavamo e altre persone, che avevano sentito quello che stava accadendo, ci raggiungevano. Non erano contente che persone dei nostri morissero”.

Come in molte basi di questo tipo, il sottosuolo nascondeva un carcere e un deposito d’armi. I prigionieri, una volta arrivati i ribelli, sono stati liberati. Ma molti sono stati trovati morti. Nella battaglia Mohamed, un ragazzo, ha perso dei familiari. È tornato qui per assaporare la vittoria della caduta della base: “È il battaglione più importante di Bengasi. È tutto qui in questo battaglione, ci scorte di armi. Quando Gheddafi arrivava, arrivava direttamente al battaglione”.

Mentre le città libiche cadono una a una nelle mani dei ribelli, Bengasi è stata il punto di partenza della rivoluzione e ha pagato un pesante tributo: durante l’insurrezione 256 persone sarebbero morte e 2.000 sarebbero rimaste ferite.

Mohamed Elhami, euronews: “Con la caduta del battaglione Al Fadhil, uno dei più importanti dell’esercito di Bengasi, tutta la città è caduta nelle mani dei rivoluzionari. Una città spesso visitata da Gheddafi e ciò spiega la distruzione su ampia scala che essa ha subito”.