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"Piegati dall'esodo libico". Malta verso il collasso

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"Piegati dall'esodo libico". Malta verso il collasso

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Una situazione già critica e destinata ad aggravarsi. Promossa dalla sua collocazione geografica a scalo privilegiato degli stranieri evacuati via mare dalla Libia, Malta denuncia il rischio collasso.

Milleottocento sono sbarcati soltanto domenica dal traghetto “Toscana” della Snav. Ottomila, di una novantina di nazionalità, quelli stimati dalle autorità. Ma altri devono ancora arrivare.

“Le aree più difficili da raggiungere – dice il Ministro degli esteri maltese Tonio Borg – sono gli impianti petroliferi nel deserto. Sono per di più numerosi, e da lì dobbiamo ancora evacuare diverse persone”.

Malta è ormai al limite, la replica del primo ministro Lawrence Gonzi, se continuerà così avremo bisogno dell’intervento di Bruxelles.

Dopo una settimana, l’evacuazione degli stranieri dalla Libia sembra però avvicinarsi alla fine. La comunità internazionale sta ora studiando una nuova operazione, per inviare aiuti umanitari alla popolazione. L’interrogativo è se per farlo, aspetterà che Gheddafi lasci il potere.

La risposta del primo ministro maltese è no: la caduta del rais è prossima, ma gli aiuti umanitari non possono attendere.

“Nello scenario che prevediamo – dice – sarà assolutamente vitale aiutare la popolazione libica nel soddisfare i suoi bisogni essenziali”.

Sempre a Malta, gli Hercules C-130 dell’aviazione militare britannica hanno intanto portato domenica altre centocinquanta persone, recuperate nelle zone desertiche della Libia.