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Gheddafi compra il consenso, la rivolta si organizza

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Gheddafi compra il consenso, la rivolta si organizza

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Il regime libico contrattacca, la rivolta si organizza. A Nalut, non lontano dal confine tunisino, gli abitanti hanno eletto un consiglio dei saggi, incaricato di coordinarsi con il governo provvisorio di Bengasi.

A Misurata, le milizie fedeli a Gheddafi hanno bombardato una stazione radio e tentato di riprendere il controllo di una base dell’aereonautica militare. Negli scontri, i ribelli sono riusciti ad abbattere un caccia militare.

Gheddafi sarebbe tutt’ora asserragliato a Tripoli, dove lunedì una nuova manifestazione di protesta è stata dispersa a colpi di arma da fuoco.

Un filmato amatoriale apparso su Internet mostra il secondogenito del colonnello, Saif Al Islam, con un fucile d’assalto mentre arringa un gruppo di sostenitori.

Per non soccombere, il regime sembra pronto a innescare una guerra civile. Con 300 euro a famiglia, tenta di comperare il consenso nella capitale. L’iniziativa è pubblicizzata sulla tv di stato.

“Ringraziamo il leader della rivoluzione Gheddafi per il suo dono al popolo libico, dio lo benedica! – afferma l’annunciatore, che aggiunge – Non date ascolto ai media arabi”.

Ed è ancora la tv di stato che diffonde un invito al dialogo da parte di tutti gli attivisti del regime, paventando il rischio di ingerenze straniere in Libia.