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Cicatrici e speranze. Voci dalla Tobruk liberata

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Cicatrici e speranze. Voci dalla Tobruk liberata

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Prova a rialzare la testa, ma mostra ancora ferite molto profonde. Emblema della rivolta anti-Gheddafi la Tobruk liberata canta vittoria e tenta le prime analisi. Una povertà estrema e difficile da sradicare, la scintilla dell’insurrezione di cui ci parlano i suoi abitanti.

“Sono state ragioni economiche e mancata libertà d’espressione a innescare la rivoluzione – dice uno di loro -. La situazione era davvero insostenibile”.

Qui, dove fin dalla prima ora l’esercito si è rifiutato di reprimere la protesta, a catalizzare la rabbia della popolazione sono stati i simboli del regime.

“Le auto – spiega un altro residente – sono state bruciate dalla polizia, che si è schierata con i ribelli. I manifestanti hanno poi dato fuoco alla prigione, in quanto emblema nerissimo del sistema. Un vero e proprio incubo per i libici: ha rappresentato 40 anni di dolore e oppressione”.

Sofferenze, che proprio da Tobruk e dintorni, secondo le testimonianze sul posto, avrebbero indotto un migliaio di persone a imbracciare la armi e imboccare la via di Tripoli.