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Venerdì di preghiere e marce nel mondo arabo in rivolta


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Venerdì di preghiere e marce nel mondo arabo in rivolta

Decine di migliaia di persone continuano a manifestare a Sanaa, nello Yemen. La protesta va avanti da circa due settimane e ha già fatto quasi venti morti negli scontri tra oppositori e sostenitori del presidente. Chiedono che Ali Abdallah Saleh abbandoni l’incarico, dopo 32 anni al potere. Lui dice di non velersene andare pirma della fine del mandato, nel 2013.

Anche l’Egitto non abbandona la piazza. Nonostante la caduta di Hosni Mubarak, l’11 febbraio, migliaia di manifestanti sono ritornati in piazza Tahrir, al Cairo, per chiedere che l’esercito formi un nuovo governo composto da tecnici e non da volti dell’antico regime. Le forze armate, che hanno ricevuto l’incarico di amministrare il paese, hanno promesso elezioni entro sei mesi.

Immagini simili arrivano dal regno del Barhein, giunto al 12esimo giorno di contestazione. Nella capitale Manama i manifestanti chiedono riforme, mentre gli Usa rinnovano il sostegno alla monarchia, retta da 200 anni dalla dinastia sunnita degli Al-khalifa. Migliaia di persone in piazza anche in Giordania, ad Amman, per la giornata ribattezzata “della collera”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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