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Libia, stranieri evacuati con ogni mezzo

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Libia, stranieri evacuati con ogni mezzo

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Via mare, via terra. Via dalla Libia dilaniata dalla guerra civile: continua la fuga degli stranieri.

Stavolta tocca a migliaia di cinesi imbarcati a Bengasi su una nave greca. Una comunità che in Libia contava 30 mila persone, la metà già tornata a casa.

Sono 100 mila in tutto gli asiatici da rimpatriare con ogni mezzo.

Ma molti scali sono inagibili e, quelli aperti, difficili da raggiungere.

A Mosca, gli evacuati raccontano dei posti di blocco a decine che hanno ostacolato il viaggio di ucraini e russi da Sirte verso l’aeroporto.

Ore e ore per fare 7 chilometri. Ad aiutarli, la gente comune: “Il popolo libico ci ha dato una mano a passare i posti di blocco. Non so come abbia fatto”, racconta un ucraino, “persone armate ci hanno preso le memory card, le sim, guidare è pericoloso. Hanno tutti il viso coperto, sono sporchi, aggressivi, sbrigativi”.

All’aeroporto di Tripoli intanto è il caos, assediato da centinaia di stranieri, ansiosi anch’essi di tornare a casa il più in fretta possibile.