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Crisi in Libia: Eni rassicura su impatto in campo energetico

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Crisi in Libia: Eni rassicura su impatto in campo energetico

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La crisi in Libia fa temere ripercussioni in campo energetico, e l’impennata dei prezzi del petrolio apre altre incognite per l’economia globale. Secondo le ultime informazioni in arrivo dal Paese, i rivoltosi avrebbero strappato al controllo del regime i principali terminal a est di Tripoli.

Difficile stimare le ripercussioni nella produzione del greggio. Alcune stime parlano della metà dei barili al giorno. I Paesi più a rischio sono Italia, che conta per oltre il 20 percento sulle forniture libiche, Francia e Spagna. L’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, ha cercato però di tranquillizzare – dicendo che si tratta di una situazione di emergenza, ma che il lavoro continua.

La produzione Eni – primo produttore straniero in Libia – è più che dimezzata – ha fatto sapere Scaroni. La Libia, tuttavia, può essere rimpiazzata da altri fornitori. L’Italia può stare dunque tranquilla sia per quanto riguarda le forniture di gas che di petrolio – ha detto – nonostante le minacce di Gheddafi di blocco dell’export.