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Christchurch, la storia di Emma dalle macerie all'altare

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Christchurch, la storia di Emma dalle macerie all'altare

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Ormai sempre più esigue, in Nuova Zelanda, le speranze di trovare superstiti del sisma di martedì.

Mentre il panico di quel giorno a Christchurch rivive in nuove immagini amatoriali, il Ministro degli esteri Murray McCully annuncia l’imminente conclusione delle operazioni di ricerca.

Oltre 200 le persone che ancora mancano all’appello. Più di 110 quelle che hanno perso la vita, in seguito alla scossa di magnitudo 6.3 che ha piegato la seconda città del paese.

Un bilancio con ogni probabilità però destinato ad aggravarsi, alla luce delle gravi condizioni di oltre 150 dei circa 2.500 feriti.

Le macerie, a qualcuno, hanno però anche restituito una speranza che sembrava perduta. Quella di riabbracciarsi e guardare a una vita insieme, come due novelli sposi che il terremoto aveva rischiato di separare prima ancora dell’altare.

Sei ore sepolta nelle macerie, Emma fa oggi sognare con le sue lacrime e il sospirato sì al suo Christ quella Nuova Zelanda che ancora non si arrende e vuole continuare a sperare.