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Nuova Zelanda, dopo il sisma si scava ancora

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Nuova Zelanda, dopo il sisma si scava ancora

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Si continua a scavare in Nuova Zelanda, più di quarant’otto ore dopo il terremoto di magnitudo 6,3 che ha devastato Christchurch uccidendo quasi 100 persone; 226 i dispersi.

Ma da ieri, nessuno è stato estratto vivo dalle macerie. E non ci sarebbe nessun sopravvissuto nel crollo della scuola di inglese che ospitava almeno 120 stranieri.

Un migliaio i soccorritori di 7 nazioni, al lavoro insieme ai volontari locali.

Ora la priorità è ripristinare i servizi essenziali: “Ieri abbiamo ridato la luce al 65 per cento dei nostri clienti”, spiega Roger Sutton, responsabile della compagnia elettrica locale, “oggi contiamo di arrivare al 75 per cento. In confronto al sisma del 4 settembre scorso, questo è più vasto e ha causato danni maggiori”.

E per evitare sciacallaggi, la città, la seconda del paese con 390 mila abitanti, è pattugliata dall’esercito.

L’epicentro del sisma, il più devastantante degli ultimi ottant’anni, è stato registrato a 5 chilometri da Christchurch e a soli 4 chilometri di profondità.