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Libia, esodo di cittadini stranieri

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Libia, esodo di cittadini stranieri

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Continuano i rimpatri dei cittadini stranieri in fuga dalla Libia. All’aereoporto del Cairo, alcuni egiziani appena rientrati da Tripoli raccontano di essere stati aggrediti e minacciati dalle forze di sicurezza libiche.

“Se la prendono con tutti gli egiziani, cercano di farci la pelle. Non so perché, ma sono le forze libiche a farlo. Ci danno la caccia. Se finisci nelle loro mani, prima ti picchiano, poi ti costringono ad apparire in tv e confessare di essere una spia straniera. E se rifiuti, ti uccidono”.

In Libia vivono 25mila cittadini turchi, molti con un impiego nel settore petrolifero. Il governo di Ankara ha avviato la più grande operazione di rimpatrio della sua storia.

“Il viaggio da Bengasi a Tripoli è durato due giorni ed è stato pieno di imprevisti. Abbiamo percorso mille chilometri, superando i posti di blocco della polizia, dei sostenitori di Gheddafi e degli altri manifestanti. Ci avranno fermato 100, 150 volte”.

All’aereoporto di Madrid è atterrato un volo charter organizzato dalla società petrolifera Repsol con 131 cittadini spagnoli a bordo.

Gli europei in Libia sono circa diecimila. Seicento, invece, i cittadini con il solo passaporto statunitense.