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I ribelli verso Tripoli. La Libia cerca la spallata finale

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I ribelli verso Tripoli. La Libia cerca la spallata finale

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Sempre più in Libia, credono nell’imminente caduta del regime. Mentre nell’est del Paese si festeggia la cacciata delle forze filo-governative, si diffondono le prime voci di una possibile fuga di Gheddafi. Indiscrezioni alimentate dall’avanzata della protesta, che ha quasi accerchiato Tripoli.

Già caduti l’est e la città occidentale di Zuara, gli scontri si sarebbero poi concentrati a Zawia, baluardo filo-governativo a una cinquantina di chilometri ad ovest della capitale.

Emblema del vuoto di potere, all’estremo opposto del paese, è l’aeroporto fantasma di Tobruk. Velivoli abbandonati e strutture fatiscenti, che ancora portano gli impresso col sangue, il segno degli scontri di cui è stata teatro negli ultimi giorni.

“Grazie a Dio – racconta uno dei ribelli – alla fine l’abbiamo spuntata. Con le pietre che avevamo, abbiamo avuto la meglio sulle loro armi. E come noi, tutti gli arabi devono mobilitarsi per porre fine a questa tirannia. Dove sono le Nazioni Unite?”.

Sui muri di Bengasi, di Gheddafi restano intanto solo graffiti che lo ritraggono come il diavolo e invocano la fine dei giochi.

La notizia che qui tutti attendono è la spallata finale al regime. Un obiettivo, per cui si confida soprattutto nei manifestanti, che in sempre più starebbero convergendo a Zawia. Secondo molti ultima tappa di una marcia, che potrebbe poi finalmente puntare su Tripoli.