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Libia: la fuga degli stranieri

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Libia: la fuga degli stranieri

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Si susseguono i rimpatri degli europei che lasciano la Libia. Vari governi hanno messo a disposizione aerei militari per ovviare alla carenza di voli di linea da Tripoli. A Francoforte sono arrivate persone di varie nazionalità.

Tra loro un cittadino britannico, che dichiata: “L’altro ieri sono andato al lavoro in centro, ma siamo stati rimandati indietro. Abbiamo visto macchine incendiate. Dall’edificio del parlamento, che si trova su una delle rotatorie principali, usciva fumo. Lo abbiamo visto. Ieri in aeroporto era il caos assoluto. Molta gente dal Nord Africa cercava di partire per tornare a casa. Erano in migliaia.”

Un gruppo di bulgari è sollevato per essere riuscito a rientrare a Sofia. I passeggeri appena sbarcati descrivono una Tripoli teatro di scontri fra sostenitori e oppositori del regime.

Un signore racconta di aver visto in tutta la città persone che inneggiavano a Gheddafi e sventolavano bandiere verdi e aggiunge che ieri ci sono state continue sparatorie.

Una donna riferisce di aver visto uomini armati correre nella via principale e conferma i continui colpi di armi automatiche e di grossi fucili.

Un altro testimone spiega che in passato non c‘è mai stata penuria di pane, ma ora le panetterie vendono solo quantità limitate e si formano lunghe code. E non c‘è nemmeno benzina, che in Libia di solito si trova in abbondanza.

Per le operazioni di evacuazione da Bengasi, dove l’aeroporto non è praticabile a causa dei bombardamenti, l’Italia ha deciso di inviare due navi verso la Cirenaica.