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Libia, 300 morti secondo ministero dell'Interno

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Libia, 300 morti secondo ministero dell'Interno

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A Tripoli si scavano nuove fosse per seppellire le vittime della repressione che il regime libico ha scatenato contro la rivolta.

Il ministero dell’Interno – il cui titolare si è dissociato da Gheddafi, ultima defezione di una lunga serie – ha presentato un primo bilancio ufficiale dei morti: 300 in tutto il paese. Ma secondo secondo altre fonti, sarebbero almeno il doppio.

I racconti dei testimoni descrivono un massacro di proporzioni spaventose, anche se il regime smentisce i bombardamenti sui civili, sostenendo che a essere colpiti sarebbero stati solo i depositi di armi in zone non abitate.

E sebbene il presidente del parlamento sostenga che l’ordine è stato ristabilito nella maggior parte delle città, nella Libia orientale sono i rivoltosi ad avere in mano la situazione: le effigi del regime vengono abbattute e, tra queste, il libro verde di Gheddafi.

Il colonnello ha minacciato una repressione ancora più feroce, negando che finora sia stata usata la forza.

Questi video amatoriali raccontano una storia diversa: mostrano i mercenari nelle strade di Bengasi, pochi giorni fa, prima cioè che i ribelli, sostenuti dall’esercito, prendessero il controllo della città.