ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Immigrazione: l'UE teme sbarchi incontrollati

Lettura in corso:

Immigrazione: l'UE teme sbarchi incontrollati

Dimensioni di testo Aa Aa

Solo vent’anni fa l’Italia affrontava gli sbarchi dall’Albania. Centinaia di migliaia di immigrati che approdavano sulle coste italiane, una crisi senza precedenti il cui spettro aleggia di nuovo di fronte all’aggravarsi della situazione in Nord Africa.

Alla vigilia del Consiglio dei Ministri degli Affari Interni che si riunisce giovedi a Bruxelles, i 6 Paesi del Mediterraneo che affrontano per primi l’emergenza sbarchi hanno presentato una proposta ai colleghi europei: “Un fondo speciale europeo di solidarietà che consenta ai nostri paesi che affrontano il primo impatto di crisi umanitarie come quella in corso di avere le risorse necessarie adeguate a carico di tutti i Paesi europei, a carico dell’Europa”, spiega il Ministro Roberto Maroni.

Dalla sola Libia potrebbero giungere da 2 a 300 mila immigrati: l’Italia la porta d’ingresso all’Europa.

Per questo il governo di Roma si pone a capo del fronte dei Paesi del Sud d’Europa, che chiedono a Bruxelles un sistema di asilo comune e un meccanismo di spartizione dei costi.

La Libia è legata all’Italia da un Trattato di amicizia: un accordo del 2008 che ha permesso di controllare il flusso migratorio dal Paese, in cambio di concessioni economiche.

Oggi che quell’accordo non sembra avere più alcun valore, è l’agenzia europea delle frontiere Frontex a prendere il testimone, con i pattugliamenti nella zona di mare attorno all’isola di Lampedusa.

Secondo i responsabili di Frontex il numero degli immigrati potrebbe aumentare considerevolmente. Le previsioni vanno da 500mila a un milione e mezzo di persone.