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Diplomazia e fronda interna: la Libia contro la Libia

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Diplomazia e fronda interna: la Libia contro la Libia

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L’apparato statale libico si divide sotto il crescente pressing di comunità internazionale e proteste, che stanno infiammando il paese.

Mentre secondo Human Rights Watch e Federazione dei diritti dell’uomo le vittime della repressione sarebbero ormai fra 230 e 400, il dossier libico approda sul tavolo di Consiglio di Sicurezza dell’Onu e Lega Araba. Contro regime e pugno di ferro, cresce intanto la fronda anche in seno a diplomazia ed esercito.

Crepe in settori chiave, a cui la tv di Stato risponde con appelli in sovraimpressione, che invitano all’unità in nome di Dio, la Libia e Gheddafi.

Rais, che appena poche ore prima aveva sfruttato gli stessi canali per un’apparizione blitz. Ventidue secondi appena, in un contesto irriconoscibile, con cui si è affrettato a smentire le voci di una sua fuga in Venezuela.

Confermata, invece, la fuga dei due caccia libici che hanno fatto rotta su Malta per non bombardare la folla. Emblema di un’insubordinazione, a cui in sempre più dicono che il regime stia cercando di sopperire con il ricorso a truppe di mercenari.