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Ue reagisce a minacce Tripoli: basta con violenze

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Ue reagisce a minacce Tripoli: basta con violenze

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L’Unione europea tenta di incassare senza scomporsi la minaccia del governo di Tripoli di interrompere la collaborazione in materia di lotta all’immigrazione clandestina.

Tenta, perché in realtà il colonnello ha toccato un punto sensibile: l’eventualità di un’ondata migratoria sulle coste dell’Europa mediterranea fa paura.

Dopo una cena di lavoro con i ministri degli esteri dei Ventisette, la titolare della diplomazia europea, Catherine Ashton, ha detto: “Sono molto preoccupata per quello che sta avvenendo in Libia, Continuiamo a chiedere a Tripoli di mettere fine alla violenza e di iniziare a dialogare”.

Ashton si è detta sicura che l’Europa farà ciò che è giusto. Quanto al ministro degli esteri di Lussemburgo, Jean Asselborn, è stato ancora più duro: “Chi non rispetta la vita umana, chi non rispetta la volontà popolare e utilizza metodi degni del Medioevo, dovrebbe essere giudicato dalla corte penale internazionale”.

I ministri torneranno a riunirsi in giornata, per rivedere la politica di aiuti nei confronti dei paesi dell’Africa settentrionale.

Il nostro corrispondente da Bruxelles, Sergio Cantone: “Proprio mentre l’Alto rappresentante per gli Affari esteri dell’Unione europea si reca in Egitto, ecco che irrompe sulla scena la questione libica che crea divisioni e scompiglio tra i 27 capi delle diplomazie degli stati membri. Come uscire da questa impasse, l’Unione europea ancora non lo sa”.