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Libia: scontri a Tripoli, in fiamme edifici governativi

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Libia: scontri a Tripoli, in fiamme edifici governativi

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Migliaia di persone sono affluite nella piazza verde di Tripoli, pronte a mandare a Gheddafi un messaggio definitivo, con un’imponente manifestazione. Edifici in fiamme, comprese la sede del Governo e quella del ministero della Giustizia.

Alcuni testimoni parlano di una ritirata delle forze di sicurezza da Zuaia e anche da Tripoli, dove qualche poliziotto avrebbe però anche preso parte ai saccheggi. Almeno sessanta i morti di oggi nella capitale, oltre trecento in totale dall’inizio della protesta.

La situazione nel Paese è incerta, sono molte le città che si ritiene siano cadute in mano ai rivoltosi. Tra queste le località della Cirenaica, dove si teme anche una spinta secessionista.

A Bengasi la situazione era sfuggita al controllo del regime libico già ieri: dopo un nuovo massacro, un’unità dell’esercito avrebbe disertato. Il ministro della Giustizia e vari diplomatici libici all’estero si sono dimessi, in protesta contro la repressione. Esuli libici riferiscono che quattro tribù del sud si sono unite alla rivolta e stanno marciando su Tripoli: per Gheddafi, dicono, potrebbe essere il colpo finale.