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Libia: il ritorno dal Paese in rivolta

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Libia: il ritorno dal Paese in rivolta

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Arrivano alla spicciolata gli stranieri residenti in Libia: alcuni evacuati con voli charter dalle aziende per cui lavorano, altri su voli di linea o su voli speciali prenotati dai rispettivi governi. La Turchia sta evacuando i propri concittadini dalla Libia orientale anche con alcuni autobus, in viaggio verso l’Egitto. Tra i primi arrivati in Francia, c‘è anche chi si era già ritrovato in mezzo alla rivolta in Tunisia: “In Tunisia – dice – era più un movimento pacifico di contestazione, non c’erano pericioli reali per gli stranieri. Anche in Libia non ce l’hanno con noi, ma la gente è armata e ti puoi trovare in mezzo a una sparatoria”.

“A Bengasi è dura, ma se resti in casa non c‘è una caccia allo straniero”, conferma un altro francese.

Anche a Fiumicino i rimpatriati italiani arrivano con i voli di linea, che Alitalia ha potenziato. Nelle prossime ore partirà anche un volo speciale preparato dal Governo, che ha ordinato anche l’invio di un’unità logistica.

“Abbiamo sentito spari, cioè c’era molta confusione in città. E poi abbiamo anche sentito che stanno arrivando altri… altre persone da Bengasi, 5.000, però non ci sono notizie ufficiali perché non c‘è stampa. Quindi, chissà. Speriamo bene. Quel poco che sappiamo, comunque, non promette nulla di buono”

All’aeroporto di Tripoli, in queste ore, cresce la confusione: ci sono code e ritardi, c‘è anche l’isteria di chi ha paura e vuole partire subito, funzionari che cercano di ordinare le partenze, di raccogliere i propri concittadini, di tenerli tranquilli.