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Libia: bombe su Tripoli, in allerta le basi aeree italiane

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Libia: bombe su Tripoli, in allerta le basi aeree italiane

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Aerei del colonnello Gheddafi avrebbero bombardato Tripoli, secondo alcuni testimoni sul posto: avrebbero colpito alcune zone periferiche, pare per impedire a una folla di raggiungere una base militare e il compound di Gheddafi.

Almeno 250 i morti solo oggi a Tripoli.

Al centro della capitale, alcuni edifici governativi sono in fiamme, e migliaia di persone si sono radunate nella Piazza verde.

Oltre a Tripoli, sono ormai fuori controllo anche altre città. Dal sud starebbero dirigendo sulla capitale anche quattro tribù, che si sono unite alla protesta.

Intanto si dimettono gli ambasciatori libici a Pechino, Londra, all’Onu, in India, per protesta contro la repressione. Ha sbattuto la porta anche il ministro della Giustizia, mentre non si sa dove sia Gheddafi: alcune voci lo danno in viaggio verso il Venezuela, Caracas smentisce.

Bengasi, caduta ieri in mano ai rivoltosi dopo la diserzione di un’unità dell’esercito, è stata nuovamente bombardata, secondo alcuni testimoni, ma due cacciabombardieri Mirage hanno disertato e sono atterrati a Malta. L’Italia ha ordinato lo stato di massima allerta nelle basi aeree militari, ha spostato un numero imprecisato di elicotteri al Sud e ha preparato i propri F16 e Eurofighter di stanza a Gioia del Colle e Trapani.