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La rivolta in Libia

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La rivolta in Libia

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Soltanto pochi giorni fa a Tripoli Muammar Gheddafi appariva tra la folla, sicuro di sé. I disordini sembravano limitati all’est del Paese. Oggi invece la rivolta ha raggiunto la capitale e il dittatore arabo, in carica da quasi 42 anni, vacilla. Il figlio del Colonnello intanto minaccia: ‘La Libia non è l’Egitto né la Tunisia’.

Regime autoritario, corruzione diffusa e assenza di elezioni, sono i mali della Libia, gli stessi che affliggevano i suoi vicini. Ma, come ha sottolineato l’ONG Human Right Watch, quanto sta accadendo qui è diverso.

“Quanto abbiamo visto finora in Tunisia, poi in Egitto e ora in Bahrein – dice Tom Porteous, portavoce di HRW – è che dopo la repressione iniziale le autorità hanno iniziato a cercare il compromesso, a parlare con i manifestanti, ad ascoltare le loro richieste. Ciò che vediamo in Libia è in forte contrasto con tutto questo. Non abbiamo avuto altri segni dal governo libico se non che non intende far nulla. Solo reprimere in modo molto duro le proteste”.

E in effetti le stime sul numero di vittime di questi giorni appaiono ben più drammatiche rispetto a quelle degli altri Paesi.

A fare la differenza è il ruolo dell’esercito. Mentre in Tunisia e in Egitto i militari hanno sempre conservato una certa indipendenza dal potere, e sono rimasti un’istituzione a se stante, in Libia sono stati ridotti al ruolo di milizia, completamente sottomessa a Gheddafi.

Altra differenza cruciale: la situazione economica, meno tesa rispetto a Egitto e Tunisia. Grazie agli introiti provenienti dal petrolio, che rappresentano il 90% del totale, la Libia ha, secondo l’indice di sviluppo umano dell’Onu, un livello di vita tra i migliori del continente africano.

Ora però le tribù, che hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella società libica e hanno sempre assicurato il proprio sostegno al Colonnello, sembrano averlo abbandonato.

Le diplomazie occidentali appaiono impotenti davanti a quello che sta accadendo, proprio a causa della personalità di Gheddafi, ex paria della comunità internazionale. Il regime libico è più impermeabile a pressioni esterne di quanto lo siano stati Egitto e Tunisia.