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Figlio di Gheddafi: stop a rivolta o sarà guerra civile

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Figlio di Gheddafi: stop a rivolta o sarà guerra civile

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Promette riforme ma minaccia la guerra civile e denuncia un complotto ordito dall’esterno. Per tentare di pacare la rivolta che da sei giorni infiamma la Libia, il secondogenito di Muammar Gheddafi è intervenuto alla tv pubblica: ha detto di capire le ragioni dei manifestanti, ha promesso una nuova costituzione, ma ha avvertito che se la protesta non rientrerà, sarà la guerra civile e i morti saranno migliaia.

“La Libia non è l’Egitto – ha detto – è fatta da tribù e clan, non c‘è una società organizzata in partiti politici. Sappiamo tutti qual‘è il nostro dovere. Su questa strada – ha aggiunto – andiamo incontro alla guerra civile, come nel 1936”.

Saif Al islam ha anche detto che il padre dirige la battaglia a Tripoli. Ma del raiss non si hanno più notizie. Alcuni capi tribù gli si sono rivoltati contro, minacciando il blocco delle consegne di petrolio. E un’unità dell’esercito ha preso le parti dei manifestanti.

Il regime avrebbe perso il controllo di Bengasi, dove i morti ieri sono stati 50. In tutto, il bilancio sfiora le trecento vittime e ora si spara anche nella capitale. Le forze di sicurezza si sono lasciate rubare carri armati e pezzi di artiglieria.