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Berlinale: Orso d'oro all'iraniano Asghar Farhadi

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Berlinale: Orso d'oro all'iraniano Asghar Farhadi

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Il cinema iraniano conquista Berlino.

L’Orso d’oro della 61esima edizione della Berlinale va a “Nader e Simin, una separazione”, il quinto lungometraggio di Asghar Farhadi, già vincitore dell’Orso d’argento per la migliore regia nel 2009.

“La Berlinale è considerata la rassegna cinematografica più politica tra i maggiori festival. Ci sono due opinioni diverse su questo film – spiega l’inviato di euronews Sebastain Saam – la prima sottolinea l’eccezionale approccio umano, l’altra critica la rappresentazione delle autorità iraniane in modo troppo morbido. Una cosa è certa: l’interesse per il film cresce ulteriormente adesso”.

“Nader e Simin” ha convinto proprio tutti e il trionfo è stato totale. L’opera ha ottenuto anche l’orso d’argento per il miglior attore e la migliore attrice, andati in ex equo ai cinque interpreti.

Uno dei temi chiave del film è la lotta tra tradizione e modernità: “L’Iran non è un paese moderno ma la popolazione ha voglia di diventare moderna”, ha detto Farhadi.

Il Gran premio della Giuria è andato a “Il Cavallo di Torino” del regista ungherese Bela Tarr. Un film che racconta la fine del modo, una fine che colpisce tutti, anche gli innocenti, i poveri e le bestie.

Fotografie potenti, meravigliose e tremende, una accanto all’altra, quasi uguali l’una all’altra, praticamente senza movimento e di fatto mute, o accompagnate solo da pochissime parole.

Béla Tarr porta il suo cinema più vicino alla poesia che alla prosa. La sua ricerca incessante dell’immagine perfetta e della raffigurazione ossessiva è un’espressione intellettuale ed umana degna di nota.