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Tra tagli e finanziamenti, tre modelli di università

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Tra tagli e finanziamenti, tre modelli di università

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Chi dovrebbe pagare per l’istruzione superiore in Europa? E’ una preoccupazione crescente e un tema controverso. In un contesto di crisi economica globale, davanti all’aumento della domanda e alla mancanza di fondi, il finanziamento pubblico si rivela insufficiente. Per risolvere questo problema alcuni governi attuano riforme finanziarie con tagli alle università. E’ il tema di questa puntata.

- Regno Unito, in aumento le tasse universitarie

All’inizio dell’anno il parlamento britannico ha approvato un forte incremento delle tasse universitarie, fino a 9000 sterline all’anno, quasi 11mila euro. Gli atenei hanno fino a metà marzo per fissare le rette. Gli studenti sono scesi in strada varie volte. Tra le misure del governo prestiti agli studenti affinché possano pagare le tasse, ma che dovranno restituire in 30 anni, se guadagnano oltre 25mila euro all’anno.

I laureati si ritroveranno con un debito tra i 35 mila e i 60mila euro. Questa prospettiva ha già influito sul percorso di studio di alcuni: le iscrizioni a giurisprudenza, odontoiatria e facoltà scientifiche sono aumentate, a discapito di quelle umanistiche.

- Italia, i tagli della riforma Gelmini

L’Italia deve fare i conti con i gravi problemi di finanziamento nel settore dell’istruzione. Nel 2008 il governo ha stabilito tagli al fondo di finanziamento ordinario. La riforma Gelmini approvata l’anno scorso ha suscitato numerose manifestazioni. Il tetto della facoltà di architettura della Sapienza a Roma è stato teatro delle recenti proteste.

In base alla legge Gelmini le facoltà saranno gestite da un consiglio d’amministrazione aperto al settore privato. Gli studenti riceveranno sussidi legati al merito piuttosto che al reddito. Saranno introdotti contratti di sei anni per i ricercatori che alla fine in caso di valutazione positiva potranno ottenere un contratto a tempo indeterminato. Una volontà di riforma che non si accompagna a nuovi finanziamenti, anzi. Su cinque anni la sforbiciata è di circa un miliardo e mezzo di euro. Secondo l’Istat un giovane su 5 tra i 15 e i 29 anni, ossia 2 milioni di persone, non studia né cerca lavoro.

- Germania, lo Stato “sponsor” degli atenei

Heidelberg ospita il più antico ateneo della Germania, che quest’anno celebra 625 anni di vita. Gli studenti possono accedere a borse di studio e al bafoeg, stipendio mensile per chi ha un reddito familiare basso, da restituire in parte all’inizio della vita lavorativa. Le tasse universitarie sono pari a 500 euro a semestre, tra le più basse in Europa.

Tra i 28mila iscritti di Heidelberg solo il 40 per cento può permettersi di pagarsi gli studi grazie al reddito dei genitori, gli altri accedono agli aiuti dello Stato che poi restituiranno una volta inseriti nel mondo del lavoro, se avranno un buon stipendio. Lo Stato è il principale finanziatore dell’istruzione superiore, circa 350 milioni di euro all’anno. Sui 540 milioni di euro che occorrono all’università di Heidelberg per il suo funzionamento, 180 milioni provengono da soggetti terzi: società private che hanno bisogno della ricerca e del talento degli universitari, fondazioni o mecenati.