ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

"Gli Usa ambigui sul Bahrein". Al Arabiya accusa Washington

Lettura in corso:

"Gli Usa ambigui sul Bahrein". Al Arabiya accusa Washington

Dimensioni di testo Aa Aa

Debole e confusa. Sulla posizione degli Stati Uniti rispetto alle proteste in Bahrein, Nabil Al-Khatib non usa mezzi termini. “La strategia di Washington è ambigua e tentennante – dice da Dubai il giornalista caporedattore di Al Arabiya -. In palio c‘è la posta di una zona calda, dove si intrecciano petrolio, terrorismo e rapporti con l’Iran”. Euronews lo ha intervistato.

Riad Muasses. euronews

“In questi giorni assistiamo a imponenti manifestazioni al Cairo, vittime in Libia, Yemen, Bahrein. Un contagio rivoluzionario o semplici similitudini?”.

Nabil Al Khatib. Al-Arabiya

“Non credo che tutti gli scenari del mondo arabo siano fra loro simili, ma in questi paesi c‘è sicuramente un comune denominatore, costituito da corruzione, blocco politico e assenza di prospettive per i giovani. Tutti fattori, che spingono la popolazione a invocare il cambiamento”.

euronews

“L’analisi che fa è applicabile anche al Bahrein?”.

Nabil Al Khatib

“Per quanto riguarda il Bahrein, c‘è da segnalare una peculiarità: a contraddistinguere il caso di questo paese è il fatto che i manifestanti sono tutti accomunati dallo stesso credo religioso. Un elemento che potrebbe lasciar pensare a un problema confessionale. E che finisce per portare acqua al mulino del potere, aggravando proprio le tensioni religiose, in quanto i manifestanti sono in maggioranza sciiti. I sunniti mantengono invece le distanze, per paura di restare coinvolti in un piano di più ampia scala, manipolato dall’Iran. Che sia vera o no, questa è l’impressione che si deriva da quanto sta accadendo. E questo è quanto pensa la popolazione sunnita”.

euronews

“Ritiene che la contestazione possa estendersi ad altri paesi del Golfo Persico come l’Arabia Saudita, il Kuwait o l’Oman?”.

Nabil Al Khatib

“In tutti questi paesi, la possibilità credo esista. Dobbiamo tuttavia riconoscere che la situazione nel Golfo Persico è abbastanza particolare. E questo per le condizioni di vita decisamente migliori, rispetto a quelle di altre realtà. Non dimentichiamo che in questo caso stiamo parlando di paesi ricchi e produttori di petrolio, anche se ciò non impedisce l’attecchire di movimenti di protesta”.

euronews

“Gli Stati Uniti hanno espresso preoccupazione per quanto sta accadendo in Bahrein. Ritiene che gli eventi di questi giorni possano minacciare gli interessi di Washington nel Golfo?”.

Nabil Al Khatib

“Direi piuttosto che considero molto ambigua la posizione degli Stati Uniti. Di fronte agli eventi in Egitto e Tunisia, avevamo tutti pensato che avrebbero difeso i regimi al potere. L’aspettativa diffusa era che si schierassero al fianco dei loro alleati nella regione, per preservare lo statu-quo. La posizione di Washington è tuttavia molto cambiata rispetto a quando si trattava di difendere l’alleato tunisino nella lotta contro il terrorismo o quello egiziano a mantenere la stabilità nella regione e relazioni accettabili con Israele. In questi paesi gli Stati Uniti hanno sostenuto il cambiamento, ma l’interrogativo è ora fino a dove potranno spingersi nel mantenere questa linea, soprattutto nei paesi del Golfo, dove la situazione è più sensibile, perché in gioco ci sono il terrorismo, il petrolio e i rapporti con l’Iran. L’impressione ricevuta da qui è che la posizione americana sia incerta e superficiale, che manchi di chiarezza e tradisca l’incertezza sulla bontà delle scelte fatte fino a questo momento”.